Il tempo non invecchia tutti i tessuti allo stesso modo.
Quando parliamo di invecchiamento cutaneo, pensiamo spesso alle rughe. Ma una ruga è soltanto ciò che vediamo: sotto la superficie avviene una trasformazione molto più complessa.
Con il passare degli anni diminuiscono progressivamente collagene ed elastina, cambia l'organizzazione della matrice extracellulare, si modifica l'attività dei fibroblasti e la pelle perde parte della sua capacità di mantenere idratazione, elasticità e integrità strutturale.
A questo si aggiunge l'inflammaging, uno stato di infiammazione cronica di basso grado associato all'età, che può contribuire al progressivo deterioramento dell'ambiente cellulare.
È proprio qui che la medicina estetica rigenerativa introduce un cambio di paradigma: non osservare soltanto il segno visibile dell'invecchiamento, ma considerare il microambiente tissutale nel quale quel segno si sviluppa.
Stimolare, modulare, preservare: tre concetti che descrivono un approccio diverso alla medicina estetica.
Non si tratta di combattere il tempo ma di intervenire sui meccanismi che accompagnano l'invecchiamento cutaneo, con trattamenti scelti in funzione delle caratteristiche del tessuto e supportati, quando disponibili, da adeguate evidenze scientifiche.
Perché forse la domanda più interessante non è: “Come posso sembrare più giovane?”, ma: “Come posso mantenere più a lungo la qualità biologica della mia pelle?”
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