Il volto invecchia per compartimenti
Per anni abbiamo descritto l'invecchiamento del volto con una spiegazione semplice: la gravità porta i tessuti verso il basso. Oggi sappiamo che è una lettura incompleta.
Il volto è una struttura tridimensionale organizzata in diversi piani anatomici: cute, tessuto adiposo superficiale, SMAS, compartimenti adiposi profondi e piano osteofasciale. Con l'età, ciascuno di questi livelli cambia secondo dinamiche differenti.
Un aspetto particolarmente interessante riguarda il grasso facciale. Non esiste infatti un unico “cuscinetto adiposo”: esistono compartimenti superficiali e profondi, separati da strutture anatomiche precise. La loro modificazione volumetrica e il loro riposizionamento contribuiscono alla perdita della definizione del volto, alla modificazione del solco nasogenieno e alla comparsa delle cosiddette jowls.
Questo cambia radicalmente anche il modo di concepire il trattamento. Non sempre una depressione deve essere semplicemente riempita. A volte bisogna capire perché quella depressione è comparsa e quale struttura anatomica ne è responsabile.
È il passaggio dalla logica del “correggere una ruga” alla logica del “ricostruire una proporzione”.
Ed è proprio qui che medicina estetica e chirurgia plastica condividono lo stesso principio: prima del trattamento viene l'anatomia.
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