La Gen Z sta invecchiando in maniera più precoce?
La percezione che la Gen Z “invecchi prima” è spesso fuorviante. Non si tratta di un reale invecchiamento biologico, ma di un uso sempre più precoce della medicina estetica. Filler, tossina botulinica e trattamenti di biostimolazione sono strumenti efficaci e sicuri se impiegati con indicazioni corrette e tempistiche adeguate. Il punto non è demonizzarli, ma contestualizzarli: esiste un’età per ogni intervento.
In pazienti molto giovani, privi di inestetismi strutturati, un approccio eccessivamente correttivo può alterare proporzioni e identità del volto, anticipando tratti più maturi. La medicina estetica dovrebbe invece accompagnare in modo graduale, rispettando anatomia, qualità cutanea e processo di crescita.
L’indicazione diventa realmente solida quando un inestetismo è evidente e genera un disagio emotivo significativo, con impatto sulla qualità di vita. In questi casi, un trattamento mirato e conservativo può migliorare il benessere psicologico senza snaturare.
Educazione, diagnosi e misura restano i pilastri: non “prima è meglio”, ma “quando serve, come serve”.
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